Helicobacter pylori sintomi, diagnosi, terapia

 

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L’Helicobacter Pylori è un batterio che si forma  all’interno dello stomaco umano e ha una resistenza tale ai nostri succhi gastrici che trasforma l’urea in ammoniaca e diminuisce il pH nello spazio che lo circonda. Negli ultimi anni c’è stato un aumento del virus tra le persone a livello mondiale, anche se è ancora difficile stabilire con precisione i meccanismi di contagio.

L’infezione è del tutto peculiare in quanto in parecchi casi essa si presenta del tutto asintomatica. E infatti secondo delle statistiche solo due persone su 10 presentano le complicazioni sintomatiche tipiche dell’infezione, come gastrite e ulcera peptica.

I disturbi che si presentano dipendono dal fatto che il batterio ha la capacità di disintegrare il rivestimento di muco che protegge lo stomaco, così che gli acidi gastrici riescono ad invadere la parete sottostante.

 

 

Sintomi da Helycobacter

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In quasi tutti i casi l'infezione da Helicobacter pylori  fa il suo percorso  in maniera del tutto asintomatica o con sintomi talmente lievi che non insospettiscono.

Tuttavia i più comuni sintomi dell’infezione da helicobacter pylori sono:

  • bruciore addominale che peggiora a stomaco vuoto;

  • dolore addominale;

  • nausea;

  • vomito;

  • perdita di appetito;

  • eruttazione frequente;

  • gonfiore;

  • perdita di peso non volontaria;

  • diarrea;

  • fame al mattino;

  • alitosi.

 

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L’Helicobacter Pylori inoltre può provocare in casi più gravi ulcere peptiche anche dette ulcere gastriche. Esse si presenteranno causando dolore e bruciore allo stomaco, all’altezza delle costole e appena sopra l’ombelico, che tende a migliorare in seguito a un pasto. Nei casi più avanzati e gravosi si possono presentare anche vomiti di sangue feci nere con sangue.

Anche l’infiammazione della parete dello stomaco è una conseguenza da Helyco, infatti l’infezione può irritare lo stomaco, causando una vera e propria gastrite.

In casi molto gravi e avanzati il batterio potrebbe causare anche il tumore allo stomaco a causa della sua invasività a livello gastrico.

Un’ulteriore sintomo, raro, ma altrettanto importante, è rappresentato da eruzioni cutanee e dermatiti di varie specie.

 

Diagnosi dell’ Helycobacter Pylori

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Il fatto che l’infezione da Helicobacter Pylori possa presentarsi senza sintomi comporta una fase diagnostica piuttosto tortuosa. All’accenno dei primi segnali, il medico potrà richiedere dunque una moltitudine di esami, alcuni invasivi ed altri meno, in grado di stabilire se sia o meno in atto l’infezione:

 

  • Con la gastroscopia si introduce attraverso la bocca, o in alcuni casi il naso, un tubicino piccolo e flessibile al cui inizio vi è una telecamera, attraverso cui il medico andrà a sondare la reale conduzione della mucosa dello stomaco. In un secondo momento, sempre durante l’esame si passerà al rilevamento di  un piccolo lembo di tessuto gastrico che sarà poi esaminato in laboratorio per comprendere se è in atto l’infezione dell’Helicobacter Pylori. L’efficacia dell’esame è sicuramente garantita, ma bisogna tener conto che tra i tanti, risulta essere il più invasivo ;

  • L’esame del sangue non è altro che un test da fare su un campione di sangue attraverso cui si dosa la presenza di anticorpi contro l’Helicobacter Pylori. Ovviamente è un esame pratico semplicissimo, tuttavia è parzialmente utile, perché non stabilisce se l’infezione è ancora in atto o è passata; 

  • Il breath test non è altro che l’esame del respiro , risulta essere davvero efficace nonché poco invasivo, e consiste praticamente nel bere una soluzione appropriatamente preparata a questo scopo e al passare di un tot di tempo sarà chiesto al paziente di respirare per cercare le eventuali incidenze che il batterio sta avendo nell’organismo;

  • L’esame delle feci viene effettuato per ricercare l’antigene del batterio nelle feci. Non si fa altro che raccogliere un campione di feci e consegnarlo ad un  laboratorio analisi che avrà cura di effettuare il test specifico. Esso è molto più efficace rispetto all’esame del sangue in quanto in grado di rilevare solo le infezioni in corso.

 

 

Terapia contro l’infezione da Helycobacter

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La terapia contro l’Helicobacter Pylori comporta l’assunzione di antibiotici associati a farmaci inibitori della pompa gastrica, ossia gastroprotettori come l’omeprazolo o il pantoprazolo. Trovandoci dinanzi un’infezione davvero resistente il medico si vedrà costretto a prescrivere due o più antibiotici da assumere in concomitanza per una durata variabile tra i 7 e i 14 giorni a seconda dell’approccio scelto e dell’entità dell’infezione.

Il paziente infetto dovrà seguire alla lettera la prescrizione, per dosi quantità e tempistiche affinchè la cura sortisca gli effetti sperati. Qualora la terapia fallisse per due volte consecutive il medico opterà per  l’effettuazione di una biopsia gastrica, attraverso cui si tenterà l’ isolamento il batterio al fine di formulare un antibiogramma. Solo così  il medico avrà la possibilità di scegliere il protocollo adatto alla singola situazione.

La comunissima inefficacia delle classiche terapie per debellare il batterio effettuate sino ad oggi, ha portato la medicina a sperimentare nuovi protocolli che prevedono una quadruplice terapia, attraverso cui si associano:

 

  • inibitori di pompa ossia gastroprotettori;

  • bismuto;

  • tetraciclina;

  • levofloxina, cioè antibiotici per affievolire la resistenza batterica.

 

se si è affetti da infezione da Helycobacter il dolore addominale risulta frequente, e il consiglio per lenirlo è quello di seguire una dieta regolare. Ciò comporta una regolarità dei pasti, in maniera tale che lo stomaco non resti mai vuoto.

 

Helicobacter pylori orticaria e altre malattie dermatologiche

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Spesso l’infezione da Helicobacter pylori provoca dermatiti. Le patologie dermatologiche provocate dal batterio comportano la comparsa di bolle, gonfiore della pelle e dolore e volendole elencare esse sono:

  • la sindrome della bocca urente, dolore intenso, simile a quello provocato da un'ustione, a livello del cavo orale;

  • il lichen planus, dermatosi infiammatoria cronica di derivazione immunologica, che riguarda in particolare la cute e le mucose;

  • alcune varianti cliniche di orticaria;

  • la dermatite atopica;

  • la rosacea pustolosa, ossia rossore che si espande lentamente oltre il naso e le guance fino alla fronte e gli zigomi;

  • la psoriasi;

  • l’eczema nummulare;

  • la malattia di Behçet;

  • alcune forme di prurigo.

 

Le dermatiti provocate da infezione da Helicobacter pylori comportano un aumento della produzione di leucotrieni, PAF e istamina se l’ infezione è in atto. Ciò accade perché l’organismo tenta di eliminare il batterio. Una volta stabilito infatti la presenza dell’helicobacter si consiglia di cominciare una terapia mirata anche se le eruzioni cutanee associate all’infezione possono perdurare per periodi più o meno lunghi anche dopo aver eliminato il batterio. La nostra pelle, oltre a funzioni prettamente estetiche, ha una funzione di barriera contro le aggressioni al nostro organismo dall'esterno. Per tale motivo è fondamentale prendersi cura del nostro derma (su benesserederma.it trovate molti consigli utili in merito) in modo da evitare spiacevoli sorprese.