Gastrite e salumi: prosciutto, salame, speck, mortadella, bresaola, ecc...

 

La gastrite è un fastidioso disturbo che attanaglia purtroppo molte persone spesso costrette a doverci convivere, dato che non è sempre così semplice eliminarlo totalmente, soprattutto nelle  sue forme croniche. Dal bruciore al dolore retrosternale, fino anche al sanguinamento, tutti sintomi particolarmente fastidiosi per chi soffre di gastrite. 

 

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I grassi animali come gli stessi insaccati contribuiscono ad aumentare o peggiorare le condizioni di chi soffre di gastrite. Prosciutto, salame, speck o mortadella devono essere esclusi dalla propria alimentazione o perlomeno limitati se si sta avvertendo uno dei sintomi della gastrite.

 

 

Gastrite acuta o cronica

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La gastrite è un disturbo diffuso in tutto il mondo che colpisce persone con età superiore ai 30 anni, una patologia dovuta ad un processo di infiammazione della mucosa gastrica che si sviluppa sia in forma acuta che cronica.

Solitamente la gastrite acuta è dovuta ad una serie di condizioni, caratterizzata da lesioni sia di tipo erosivo che emorragico dovuto in alcuni casi a consumo di alcool o famaci FANS. Il quadro clinico per la forma acuta comprende spesso il sanguinamento accompagnato dalla tipica sensazione di dolore allo stomaco.

La gastrite cronica è più frequente nella popolazione adulta con più di 45 anni, e spesso può associarsi anche a ulcera peptica. La principale causa della gastrite cronica è l’helicobacterPylori, un particolare batterio che può essere diagnosticato tramite specifici esami da laboratorio.

Le cause della gastrite possono essere ricercate in comportamenti alimentari sbagliati, ma anche il consumo di alcool e di fumo, oltre a problematiche psicologiche tra cui lo stress, o la mancanza di attività sportiva.

 

Dieta e gastrite

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Chi soffre di gastrite potrebbe manifestare vari disturbi come il dolore, il bruciore, oltre alla nausea, vomito, gonfiore addominale, eruttazioni o diminuzione dell’appetito. Tutti sintomi tipici di un’irritazione delle mucose dello stomaco, e di regola sarebbe bene evitare di conseguenza tutti gli alimenti o bevande che possono causare ulteriore stress.

Per migliorare la fastidiosa sensazione di dolore o di bruciore è utile riconoscere ed evitare tutti gli alimenti che potrebbero peggiorare la situazione, o addirittura risvegliare dei fastidiosi sintomi. Chi soffre di gastrite dovrà seguire una rigida dieta alimentare che vieti assolutamente il consumo di bibite gassate o succhi a base acida, oltre a dover rinunciare a tutti gli alimenti particolarmente grassi dal formaggio, al vino, alla cioccolata, tè, e caffè che a causa delle sostanze stimolanti potrebbero peggiorare sicuramente la situazione.

E nonostante i salumi facciamo parte della tradizione culinaria italiana, chi soffre di gastrite o reflusso gastroesofageo dovrebbe escluderli dalla propria alimentazione.

Sono diversi i motivi per cui sarebbe bene evitare i salumi, dati che contengono molti additivi e conservanti, molti grassi saturi, colesterolo, inoltre le proteine contenute nei salumi non sono nutrizionalmente le migliori in circolazione.

 

 

Salumi banditi da chi soffre di gastrite o infezioni alle vie urinarie

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I salumi sono alimenti decisamente calorici dato che contengono notevoli quantità di sale e spezie, caratteristica necessaria per mantenere inalterato il loro stato di conservazione. I salumi possono essere sia di carne cruda che cotta, e derivano spesso dal maiale, ma anche dal bovino, equino o selvaggina. 

Si differenziano tra loro in salumi non insaccati come il prosciutto crudo, o il cotto, la bresaola, il culatello e lo speck, bacon e pancetta, mentre tra gli insaccati troviamo i salumi crudi e la mortadella. La loro origine e la tipologia di produzione fanno sì che i salumi siano particolarmente grassi, e piuttosto salati e proprio per queste caratteristiche sconsigliati per chi soffre di gastrite.

Formaggi e salumi sono tra i primi alimenti a dover essere assolutamente evitati da chi soffre di gastrite, inadatti proprio per la maggiore quantità di grassi che contengono.

Per digerire i salumi così ricchi di grassi lo stomaco ha necessità di produrre maggiore quantità di acidi gastrici, ecco perché devono essere assolutamente banditi dalla dieta di chi soffre di gastrite.

Stesso discorso vale per tutti gli alimenti che prevedono preparazioni troppo elaborate, o con un gran numero di ingredienti e grassi di condimento.

Sicuramente però tra le diverse tipologie di salumi la bresaola è decisamente tra i più magri e pertanto in casi di lieve gastrite è possibile mangiarla senza esagerare. Stesso discorso per il prosciutto crudo soprattutto se si elimina il grasso e si sceglie un prosciutto non troppo salato. C'è da dire che il salume più digeribile è il prosciutto cotto in quanto la cottura delle carni rende il prodotto più digeribile e più facilmente assimilabile dallo stomaco.

Se proprio non si riesce a farne a meno nonostante i fastidiosi sintomi della gastrite, magari sarà preferibile scegliere tra i salumi più digeribili e meno grassi, in modo tale che non possano contribuire ad infiammare ulteriormente le mucose dello stomaco.

I salumi sono sconsigliati anche in caso di infezioni urinarie. Nelle patologie dell'apparato urinario (approfondisci su cura-avanzata.it - urologo Milano) bisogna stare alla larga da tutti gli insaccati, dal prosciutto, al salame, o la mortadella deleteri per i sintomi avvertiti. I salumi irritano la vescica aumentando il pH acido del corpo, favorendo di conseguenza un ambiente naturale e adatto per la proliferazione dei batteri.

 

Acidità di stomaco e grassi animali

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Uno dei sintomi più fastidiosi legati alla gastrite è l’acidità di stomaco, accompagnata dal bruciore di stomaco, dolore e a volte anche nausea che si avverte principalmente soprattutto dopo aver consumato i pasti. In tutto ciò un ruolo principale lo gioca proprio l’alimentazione, e scegliere accuratamente tutti gli alimenti in ogni pasto è fondamentale per prevenire e soprattutto per curare la gastrite.

Chi soffre di gastrite cronica sa che l’acidità di stomaco tende a ripresentarsi spesso soprattutto dopo pasti particolarmente ricchi di grassi animali, o addirittura digiuno. Bisogna infatti saper distinguere i grassi buoni da quelli cattivi, evitando i grassi di origine animale che generalmente sono di difficile digestione e possono creare disturbi a stomaco e intestino.

Di contro però i grassi buoni come l’olio extra vergine d’oliva apporta molti benefici all’organismo, dato che migliorano il transito intestinale e sono ricchi di antiossidanti benefici per la mucosa gastrica e intestinale.

 

 

Dieta da seguire per migliorare la gastrite

Sicuramente tra gli alimenti da consigliare per cercare di migliorare tutti i sintomi della gastrite preventivamente non possiamo inserire i grassi animali, o i salumi dato che vanno assolutamente esclusi dalla propria dieta quotidiana.

Mangiare in maniera sana ed equilibrata meglio se basata sul modello della dieta mediterranea sarebbe la scelta più saggia. Evitando cibi che irritano la mucosa dello stomaco ma soprattutto consumando alcuni specifici alimenti è possibile addirittura migliorare i sintomi della gastrite.

Asparagi, patate, spinaci e carote sono alimenti che contengono pochi acidi, mentre il latte scremato o parzialmente scremato è in grado di neutralizzare l’acidità gastrica, o alimenti poco grassi come le carni bianche, il pesce magro, e i latticini magri.

Una dieta leggera ed equilibrata potrebbe addirittura migliorare i sintomi della gastrite, soprattutto adeguandosi ad uno stile di vita piuttosto rigoroso riguardo la scelta degli alimenti e i comportamenti alimentari. Meglio scegliere con consapevolezza gli ingredienti, preferendo cotture al vapore, alla griglia o al forno, condendo con poco olio extra vergine d’oliva, e scegliendo alimenti più facilmente digeribili.

Per ogni pasto è consigliabile consumare una sola dose di carboidrati ed una sola fonte di proteine, in modo da facilitare la digestione. Inoltre sarebbe bene consumare diversi piccoli pasti durante la giornata, che dovranno essere consumati lentamente, piuttosto che appesantirsi con un pasto abbondante e piuttosto pesante da digerire.